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Mio Generale, Eccellenza,
affido a Guido Keller questo « discorso vietato » (1), e non potrei
affidarlo a mani più leali e più prodi.
Anche il tenente Keller, come tutti i migliori, patisce
l'ingiustizia e la persecuzione.
Il « regolamento » diviene oggi uno strumento di tortura contro chi ha
combattuto e penato in purità di cuore.
Voglia, Eccellenza, aiutarci. Nessuno di noi ha mai
dimenticato l'antico capo.
Il ten. Keller, assegnato a una compagnia di zappatori,
potrebbe esser trasferito a Venezia, non lungi dal focolare della lotta.
Spero, mio Generale, di rivederLa. Confidi sempre nella mia
memoria riconoscente e nella mia devozione intera.
Il Suo
10 giugno 1919.
Gabriele d'Annunzio.
NOTE
(aggiunte dalla rivista POLITICA
che per prima pubblicò queste lettere di D'Annunzio)
1) Il discorso che d'Annunzio per mezzo
del tenente Keller mandava al generale Marieni era quello
vietato il 24 maggio 1919 da Nitti, allora capo
del Governo italiano, ed era intitolato L'Italia alla
colonna e la vittoria col bavaglio.
Aveva questa dedica: «A
S. E. il generale Marieni dolorosamente offre uno dei suoi devoti rimasti
senz’ala. Maggio 1919 Gabriele
d’Annunzio» |